Era il 5 marzo 2009 quando Vanna Marchi fu arrestata insieme alla figlia Stefania Nobile.
Ti ricordi quell’incredibile vicenda, vero?

Madre e figlia, con la complicità del Maestro do Nascimento, avevano indotto più o meno 300.000 persone a pagare ingenti quantitativi di denaro in cambio di bustine di sale da cucina, rametti di edera e altri oggetti, la cui funzione avrebbe dovuto essere quella di scacciare il malocchio.

Incredibile vero?

In pratica hanno guadagnato 64 miliardi delle vecchie lire vendendo il nulla e facendo credere di star offrendo qualcosa che in verità non esisteva.

Perché ti racconto questa storia?

Perché oggi mi sono accorto che oltre a quello vero e in carne ed ossa, sono a piede libero ancora un sacco di “Maestri do Nascimento”, che fanno credere cose che in realtà non esistono.

 

Lascia che ti spieghi.

Questa mattina è arrivato in azienda (negozio?) Giorgio, un mio affezionato cliente, nonché ormai amico di vecchia data.

Era visivamente alterato e senza neanche salutarmi ha lanciato sul tavolo dei fogli che aveva in mano.

Guarda: stesso carrello che mi hai offerto tu, ma loro me lo hanno offerto a meno!
Come la mettiamo questa cosa?

Guardo lui e poi la cifra cerchiata a penna sull’ultimo foglio.

Era ineccepibile, quel numero indicava una cifra inferiore a quella che gli avevo proposto io per il carrello elevatore che mi aveva richiesto.

Ma è proprio lo stesso carrello? Stesso modello, stessa potenza, stesso contratto di manutenzione?

Certo, tutto identico, preciso, uguale!

Devo dire che lì per lì sono rimasto abbastanza stupito anche se mi è parso chiaro fin da subito che ci fosse qualcosa che puzzava.

Nel mio settore i prezzi dei carrelli per noi rivenditori sono praticamente standard.

Sì, può esserci qualche risibile differenza tra un preventivo e l’altro quando qualcuno decide lanciare una promozione oppure se sceglie di rinunciare a una parte della propria provvigione offrendo uno sconto maggiore per accaparrarsi un nuovo cliente.

Ma parliamo di una risibile differenza, certo non così importanti come quella che mi trovavo davanti.

C’era qualcosa che mi puzzava.

Ho preso i fogli e ho iniziato a comparare con calma e pazienza ogni singola voce di quel contratto di vendita con quello che normalmente stipulo io con i miei clienti.

Ed ecco finalmente, ben celata tra le righe, comparire la scaltra mano del Maestro do Nascimento!

In pratica l’investimento per il carrello era pressoché identico, anzi, io avevo offerto a Giorgio uno sconto maggiore in quanto mio cliente di vecchia data.

 

La differenza era tutta nel contratto di manutenzione.

Spulciando una ad una tutte le voci ho trovato quello che non quadrava.

 

Nei contratti del mio “collega”, sotto la voce “Sono espressamente escluse dal servizio” si legge:

  1. La fornitura di tutti i ricambi necessari alla riparazione e manutenzione
  2. Gli interventi di riparazione su chiamata del Cliente
  3. La fornitura di minuterie varie e materiale di consumo

 

Cosa significa questo?

Significa quello che ho spiegato a Giorgio con una calcolatrice in una mano e il faldone dello storico degli interventi effettuati sul suo carrello nell’altra.

 

Guarda, se avessi tu stipulato con me questo stesso tipo di contratto, ad oggi per tutti i pezzi di ricambio e per ogni intervento di manutenzione che hai effettuato da quando hai acquistato il tuo carrello mi avresti elargito quasi il doppio di quello che in realtà hai speso.
Grazie al mio contratto invece, hai avuto l’esborso iniziale per assicurarti le future manutenzioni e poi però non hai pagato più niente.Decidi TU cosa conviene di più fare:

  1. investire qualche soldo in più subito per un contratto di manutenzione blindato che proteggerà in futuro i tuoi soldi meglio del forziere di Paperon de’ Paperoni…
  2. …oppure risparmiare ora preparandoti però a pagare fino all’ultimo centesimo ogni minuscola vite, bullone, dado e goccia di sudore versata senza sperare in alcun piccolo sconto, neanche il fornitore di turno fosse un esattore di Equitalia.

 

Giorgio ovviamente ha scelto il mio contratto.

Se anche TU devi comprare un carrello, ti consiglio di fare molta attenzione al contratto che ti mettono davanti.

 

Vedi, oggi nel mio settore per guadagnare esistono due modi:

 

  1. Vendere mensilmente un buon numero di carrelli elevatori (come faccio io)
  2. Accontentarsi di minori contratti chiusi ma speculare e guadagnare poi sulle manutenzioni, sulla vendita dei pezzi di ricambio e sulla manodopera (come fanno tanti furbetti)

 

Chi segue la seconda strada si trasforma in “Maestro do Nascimento” facendoti credere che il loro contratto è la panacea di tutti i mali.

Le sorprese tanto arriveranno più avanti, quando il carrello avrà bisogno di manutenzione.

Allora lo stesso distratto venditore che aveva dimentica di farti notare le voci escluse dal suo contratto, si trasformerà in un preciso e pignolo notaio che non si farà scappare nessuna delle voci da inserirti in fattura.

Quindi molto meglio assicurarsi prima che avere brutte sorprese poi, l’usura non risparmia niente, prima o poi anche il tuo carrello avrà bisogno di manutenzione.

 

Fatti trovare preparato.